“Il teatro è un mondo affascinante che mi ha aiutato a vincere la timidezza, resta un gioco, ma… ‘se poi viene il trionfo, ebbene fatti suoi ma mai, mai diventare un come tu mi vuoi’”.
A parlare con tanto di citazione presa in prestito dal personaggio creato da Edmond Rostand ossia: Cyrano de Bergerac è Paola Spallino (in foto), allieva del Centro Universitario Teatrale di Cassino, diretto da Giorgio Mennoia.
Allora vuoi raccontarci perché hai deciso di iscriverti ad una scuola di teatro? “E’ avvenuto tutto per caso – racconta la ventisettenne nata a Fasano in provincia di Brindisi – ero a casa di un mio amico, il quale, a suo volta, frequentava un’Accademia di Teatro, e leggevamo entrambi William Shakespeare. E mi consigliò di iniziare a fare teatro, indicandomi proprio il Cut, perché molto valido”.
Eri emozionata? “Beh, sì, sono arrivata in questa scuola molto in sordina ed ho conosciuto il nostro maestro; ma mi sono appassionata a questa disciplina, trovandola divertente ed è stato questo il mio approccio al teatro”.
Molte persone si accostano al teatro per vincere la timidezza. E’ successo anche a te? “Ovviamente sì! Ero sempre in difficoltà quando mi trovavo al centro dell’attenzione. Persino il giorno del mio compleanno era un problema. Adoravo le feste, ma non volevo polarizzare tutti gli sguardi su di me, perché mi inibiva. Ora le cose sono cambiate, ma se mi avessi chiesto di rilasciarti un’intervista prima di frequentare la scuola di teatro, avrei rifiutato. Adesso sono diventata più menefreghista, mi sono sciolta e non mi interessa più nemmeno il giudizio delle persone. Ma non considero la timidezza come un difetto”.
Riesci a conciliare lo studio con il teatro? “Sì, sono iscritta a Giurisprudenza e mi mancano cinque esami per conseguire la laurea specialistica. Ma proprio due anni fa quella Facoltà non era più mia, ho sentito il bisogno di allontanarmi, e mi sono fermata un attimo a riflettere: mi sono resa conto che quella non era la mia strada, pur non abbandonandola. Perché il mondo del teatro fatto di follia, di creatività e di emozioni, era molto distante dal percorso che avevo intrapreso. Quindi ho incominciato una nuovo tragitto, senza per questo distaccarmi da quanto di buono fatto fino ad allora”.
Quale commedia teatrale ricordi con maggiore affetto? “Sicuramente ‘I giganti della montagna’ di Luigi Pirandello. Ed in particolare la parte di Crotone, personaggio maschile nel quale mi identificavo non poco. Quando recitavo ero per metà maschio e per metà donna, con tanto di barba e capelli biondi, sebbene la figura di Crotone sia completamente maschile”.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro? “Vivo la realtà teatrale con molta tranquillità, perché per me è un gioco e deve continuare ad esserlo anche in futuro. E quindi ‘mi vesto un po’ di orgoglio ed un po’ di ironia’ e vado avanti. Inoltre il mio obiettivo principale posso dire di averlo già raggiunto, in quanto sono felice di fare ciò che più mi piace e che mi regala sensazioni che, altrimenti, non proverei”.
Gilberto Farina
Direttore de: Sora e Dintorni
Addetto stampa Miss Valcomino