Dal presidente del Sora calcio 1907, compagine iscritta nel girone B di Eccellenza laziale, riceviamo e pubblichiamo attraverso la seguente lettera aperta: “Essendoci 9 gare e ben 27 punti da assegnare, il Sora impugnerà la decisione di promuovere anche l’Insieme Ausonia, perché la valutazione di poter cristallizzare le classifiche non è giuridicamente contemplata nell’attuale regolamento“.
“Nessuna nuova norma – si legge ancora nella nota – può generare effetti retroattivi sulle classifiche di quest’ anno, quindi il Sora è pronto a riprendere il campionato da dove si è interrotto, a luglio ad agosto, a settembre o quando comunque ci saranno le condizioni di sicurezza per ripartire, in quanto nessun medico sociale si assumerebbe la responsabilità della sorveglianza sanitaria perché non c’è la certezza assoluta né dei tamponi, né dei test sierologici, che non hanno ancora una certezza assoluta“.
Palma poi ha precisato: “I responsabili sanitari, quindi, darebbero l’ok ad un giocatore sulla base di test non attendibili al 100%. Assumersi delle responsabilità di questo tipo nell’azienda calcio, dove il contatto è inevitabile e consentito, richiede un grado di certezza assoluta, cosa che al momento non è assolutamente valutabile. Alla luce di ciò il blocco dei campionati è inevitabile“.
Il patron ha quindi aggiunto: “Il calcio è uno dei settori maggiormente colpito da questa crisi e lo Stato deve tutelare i presidenti che sostengono il sistema. Il calcio è un bene sociale che non morirà mai perché appassiona milioni di persone. Ci vorrà tempo e pazienza, ma, alla fine, tutto tornerà alla normalità. Ovviamente sarebbe auspicabile ripartire con gli stadi aperti al pubblico. La componente del tifo, infatti, nel calcio è essenziale. Se si è costretti a giocare a porte chiuse, invece, si perde tutta la valenza del gioco, con la partita che sembra più un allenamento. E’ il tifo a dare vita ad una partita e senza di esso, giocare, diventerebbe una rappresentazione burocratica, un adempimento ad un dovere d’ufficio e non è questo il senso del calcio“.
Il rampante massimo dirigente bianconero ha poi concluso: “E’ normale che qualsiasi decisione che verrà presa creerà dei malcontenti, la crisi legata all’epidemia ha rovinato la stagione, ma spero che vengano prese le giuste decisioni. Qualsiasi altra decisione che non contempli la promozione in serie D del Sora sarà dal sottoscritto osteggiata per tutelare gli enormi sforzi economici compiuti con cui stavano consolidando un risultato sportivo ampiamente meritato sul campo grazie ad uno slancio indiscutibile“.
A cura dell’Ufficio stampa del Sora calcio 1907