Roccasecca / Il flautista Angelo Patamia sulle orme di… Severino Gazzelloni

Angelo Patamia flautista

(Sopra il flautista e docente, Angelo Patamia;
in anteprima il Conservatorio Licinio Refice di Frosinone)

L’avventura nel mondo della musica per Angelo Patamia, inizia ben presto, a soli sei anni, quando sceglie, con piglio deciso, di imparare a suonare il flauto, seguendo l’esempio del M° per eccellenza Severino Gazzelloni. Anch’egli fa parte del Mundial Project Channel visibile sulla Wim Tv di Luciano Marcuccilli e, raggiunto telefonicamente, con estrema disponibilità ci ha rilasciato una breve intervista.

Angelo Patamia nasce a Frosinone  il  7 settembre del 1999, ma risiede, da sempre, a Roccasecca. Consegue la maturità scientifica a Cassino e si diploma al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone in flauto, con il massimo dei voti e, con tanto di lode, nel 2017. Inoltre, due anni dopo si laurea in Musica da Camera.

Perché la musica e perché proprio il flauto?La scelta non è casuale, infatti ho iniziato sin da bambino a suonarlo perchè a Roccasecca esisteva, ed esiste tuttora, il mito di Severino Gazzelloni, flautista per eccellenza, e quindi, invogliato da tale tradizione, ho deciso di intraprendere seriamente lo studio del flauto traverso“.

Ti ispiri a qualche musicista rock, magari Jan Anderson dei Jethro Tull, oppure Peter Gabriel dei Genesis, oppure il tuo modello è un flautista celeberrimo?Conosco le stelle del rock citate, ma la fonte d’ispirazione è di stampo prettamente classico e la preferisco“.

Quali sono stati i tuoi primi passi come musicista? “Ho iniziato privatamente con un insegnante di Roccasecca, Romano Filancia e poi da lì sono entrato in Conservatorio ed ho avuto diversi maestri flautisti sia italiani, sia europei e, su tutti mi piace menzionare: Andrea Criminelli, Salvatore Lombardi e Deborah Kruzansky“.

Fai parte di qualche orchestra oppure ti esibisci da solo?Di solito suono da solista, ma faccio parte anche di formazioni cameristiche, come quartetti e line-up più ristrette rispetto all’orchestra classica. E’ una mia scelta, mi piace molto di più l’attività solista“.

Qual è la differenza tra il tuo strumento e gli altri pur sempre a fiato?La particolarità sta nel suono perché è quello più vicino alla voce umana, ed è per tale ragione, interessante. E’ uno strumento di gran lunga lirico, per dirla tutta“.

Hai sempre pensato di poter vivere grazie alla musica e, nello specifico con il flauto?Direi di sì, sono partito fin da piccolo con questa idea e contestualmente frequento il biennio in Musicologia all’Università di Tor Vergata“.

Progetti per il futuro Covid-19 e vaccino permettendo?Cercare di riprendere l’attività concertistica, possibilmente, e, continuare con l’insegnamento, perché dò lezioni privatamente e sono docente nella scuola secondaria a Terracina“.

Chi vuoi ringraziare e, soprattutto, perché hai sposato il progetto di Luciano Maruccilli? “I miei maestri Salvatore Lombardi in primis, poi la mia famiglia che mi ha sempre sorretto ed è stata sempre presente in ogni momento ed inoltre, la mia insegnante di Conservatorio Deborah Kruzansky. Quanto al progetto di Luciano, specie nel periodo in cui viviamo, mi è sembrato giusto seguirlo, anche perché fa parte del circuito musicale da diversi anni, e quindi, la visibilità è garantita“.

Gilberto Farina
Direttore de: Sora e Dintorni

 

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