(In evidenza, il sacerdote-esorcista
dell’Oasi Mariana Betania di Alvito,
don Alberto Mariani)
29 Marzo 2025 –
Sabato – 3a settimana di quaresima
Vangelo del giorno: Lc 18,9-14
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
Parola del giorno: “Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo …”
Il pubblicano sente Dio lontano da sé. È consapevole del suo peccato che, secondo lui, non gli permette di sperare che Dio gli rivolga il suo sguardo. È inutile guardare in alto: il Signore è volto altrove. Dio gli perdona anche questo. Come potrebbe, il Signore, non tendere le braccia a un suo figlio che crede di non essere più nel cuore di suo Padre? Quell’invocazione appena sussurrata: “abbi pietà di me”, altro non è se non due braccia tese verso Colui che attendeva solo questo, per poterlo stringere nell’abbraccio del suo Amore.
A cura del sacerdote-esorcista
dell’Oasi Mariana Betania di Alvito
Don Alberto Mariani
dell’Oasi Mariana Betania di Alvito
Don Alberto Mariani